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martedì 20 settembre 2011

Verso il Meeting a Livorno


Associazione Culturale per l’Educazione permanente
Lifelong learning
Via Vannucci, 2 – 57127 Livorno
Telefax +39-0586-813691
e-mail: scarabeus41@gmail.com Web: http://www.scarabeus.it



COFE THIRD MEETING

Livorno, Italy, 23-26 September

Partners:
Centre Tecnologic Forestal de Catalunya – Solsona - Cataluna,
Spain Coordinator
Centro de Assitencia Social à Tereceira Idade e Infancia de
Sanguedo, Portugal
Club for Unesco of the Department of Praeus and Islands,
Greece
Asociatia Colegiului National “Nicolae Titulescu” Craiova, Romania
Associazione Culturale no-profit Scarabeus, Livorno, Italy


23 September 2011
Arrival of all participants at hotel Granduca
20,30-21 Dinner at a local pizzeria


24 September
Opening the third COFE transnational meeting at Istituto Tecnico Industriale G.Galilei
09:00 – 9,30 Greetings from Dr. Lupi President of Equal Opportunities of Livorno Province
greetings from Dr. Giuliana Ficini Headmaster of Istituto Tecnico Industriale
G. Galilei
Greetings from Dr. Luciana Russo President of Scarabeus Association
9,30 – 10,30 Presentation of two draft evaluation patterns by two European countries with
examples of good practices.
For Italy Dr. Boischio and Dr. Gradassi will present their draft evaluation pattern and they will introduce their experimentation “The islands of the time”
10:30 – 11:00 Coffee break
11:00 – 12:00 Presentation of two draft evaluation patterns by two European countries with
examples of good practices.
12:00-12,30 Questions and discussions arisen from the presentation of the draft
evaluation patterns
12:30 – 13:15 Visit at Istituto Tecnico Industriale G.Galilei
13:30 Lunch offered by Scarabeus Cultural Association
15:00 – 17:00 Ideas and hypothesis about the future of the project
Fixing the next meeting date in Greece
17:00 – 17,30 End of work
20:00 – 20:30 Dinner in a local restaurant in Livorno


25 September 2011
9:00 Meeting of all the group at Hotel Granduca for a tour of Livorno
13:00 Lunch in a local restaurant in Castellaccio
14:30 – 15:00 Leaving to Pisa for a short tour
20:00 – 20:30 Dinner in a local restaurant in Livorno


26 September 2011
10:00 -12 Visit at Unicoop Tirreno.
Dr. Laura Boischio and Dr. Roberto Gradassi will practically show us the “Islands of the time”
an example of good practice of work and living reconciliation
13:00 Lunch in a local restaurant


Free afternoon and departure of some partners
End of the meeting

giovedì 30 luglio 2009

Club Lettura Estate - Un video per un libro

giovedì 2 aprile 2009

Club Lettura - Ed ora... Il ballo

Iréne Nèmirowsky

IL BALLO




Iréne Nèmirowsky (1903-1942) è una presenza importante di quel variopinto mondo di emigrés russi, stabilitosi a Berlino e Parigi, prima di ulteriori esodi sulle rotte della storia, dopo la Rivoluzione d'ottobre, dai cui ranghi sono uscite voci come quella di Mark Aldanov, Nina Berberova e soprattutto, ovviamente, Vladimir Nabokov. Ucraina di Kiev, figlia di un facoltoso uomo d'affari, Iréne Nèmirowsky giunse nella capitale francese, dopo un soggiorno in Finlandia, scegliendo di scrivere immediatamente nella lingua del paese di adozione, parlata fin dall'infanzia nelle famiglie facoltose nella Russia prerivoluzionaria. L'esordio con David Golder (1929) la definisce immediatamente per i suoi interessi principali: il racconto della relazione con un universo familiare claustrofobico, di difficile se non impossibile comprensione, osservato con uno sguardo acuto, di un'intensità che talvolta si fa dolorosa, in cui entrano in gioco anche considerazioni sui risvolti più amari dell'esistenza, con un'attenzione alla dimensione etica delle azioni che la apparenta talvolta a certi percorsi di François Mauriac e Georges Bernanos. Il rapporto tra il protagonista, un finanziere rovinato, e la figlia Joyce è infatti l'asse principale di questa cronaca di abiezione e di riscatto, che ha una dimensione esplicitamente autobiografica laddove l'autrice ripercorre, con le dovute differenze, la carriera del padre, un finanziere rovinato che con tenacia era riuscito a ricostituire la sua fortuna.
Grande successo, nonché immediata quanto duratura notorietà, accolse questo lavoro, come testimoniano ben due versioni cinematografiche dell'opera: una di Julien Duvivier (1930) e l'altra, forse più nota, di ambientazione statunitense, realizzata nel 1951 da Gregory Ratoff con il titolo My daughter Joy , in cui il ruolo del protagonista era magnificamente interpretato da Edward G. Robinson, a fianco di Peggy Cummins. Lo scorso anno in Francia, dove la sua notorietà con alcuni periodi di oblio non si è mai interrotta del tutto, questa autrice è stata di fatto ascritta al canone novecentesco dopo la clamorosa assegnazione del Prix Renaudot 2004, per la prima volta postumo, al notevole Suite française (Denoël), accolto anche da un grande successo di pubblico, ritratto di un mondo sull'orlo dell'estinzione, compiuto nel 1940, organizzando una materia incandescente all'interno di una sofisticata struttura musicale. La sua fama peraltro è stata ribadita anche dalla pubblicazione di un'appassionata biografia, Le mirador , firmata nel 1992 dalla figlia scrittrice, Élisabeth Gille (di lei si ricorda soprattutto il diario di malattia La crabe sur la banquette arrière , 1994), che presenta al pubblico un itinerario esistenziale abbastanza paradossale, destinato a concludersi con il gesto tragico di rifiutare la possibilità di fuga e un secondo esilio, scegliendo di prendere il treno che la porterà alla meta finale di Auschwitz, dove venne deportata malgrado la conversione al cattolicesimo avvenuta nel 1939.
In Italia la sua opera aveva suscitato tempestivamente attenzione dagli anni trenta, sull'onda di un vasto consenso internazionale, e vari suoi titoli erano stati pubblicati ( David Golder , 1932; L'affare Curilov , 1934; Il vino della solitudine , 1947), mentre per avere nuove proposte era stato necessario attendere la fine degli anni ottanta, quando Feltrinelli aveva mandato in libreria Le mosche d'autunno (1989) e una nuova versione dell'opera d'esordio (1992), seguita dalla Giuntina. Adelphi ora riprende il discorso acquisendo l'autrice nel suo catalogo (mentre si annuncia per i tipi della casa editrice una prossima versione di Suite française ), a partire da uno dei suoi capolavori, Il ballo (nella precisa traduzione di Margherita Belardetti), splendido racconto di un'adolescenza inquieta, portato al cinema nel 1931 da Wilhelm Thiele con una giovane e bellissima Danielle Darrieux, che qui debuttava.
Al centro di questa ombrosa parabola sta infatti il ritratto di Antoinette, figlia della terribile madame Kampf, moglie di un ebreo arricchito e smaniosa di affermazione sociale. La protagonista è sempre in lotta con lei che la vuole a tutti i costi confinata a un grottesco ruolo di bambina fuori tempo massimo, per evitare di dover ammettere gli anni di miseria trascorsi e potersi rifare, spietatamente, delle umiliazioni subite in precedenza. Tutta l'attenzione della seconda si concentra quindi sull'organizzazione di un grande ballo che dovrebbe consacrare il suo nuovo status confermato anche da un nuovo indirizzo prestigioso; dalla festa decide a tutti i costi di tenere lontana la rampolla, innescando una reazione catastrofica. Questa, infatti, per vendetta e approfittando di un intrigo sentimentale della schwester , non spedisce gli inviti e nessuno si presenta alla ratifica della tanto agognata promozione sociale, che diventa così uno smacco orribile sotto gli occhi di una parente povera, inopinata testimone del disastro. Le relazioni sociali risultano qui una gabbia impossibile da scardinare e nessuna comunicazione avviene tra i personaggi, se non nella dimensione di una pura e semplice funzione cerimoniale del linguaggio, proprio come avviene anche in uno dei romanzi maggiori, Il vino della solitudine , in cui la giovane protagonista Hèléne celebra violenti riti verbali per prendere le distanze dall'odio che nutre contro la madre fatua e il padre affarista.
Nella stessa direzione, sia pure con ambientazione assai diversa, va anche un'altra prosa breve di grande incisività, Un bambino prodigio (trad. di Vanna Lucattini Vogelmann, Giuntina, 1995), in cui l'ambientazione si spostava in quell'area ebraica che nell'epoca zarista, decisamente segnata da leggi antisemite, si chiamava Zona di residenza. Sulle rive del Mar Nero si svolge infatti la vita del giovane ebreo Ismael Baruch, che rifiuta drasticamente l'ubbidienza familiare, scegliendo di vivere al porto, luogo di "popoli del Levante che sapevano d'aglio, di maree e spezie, che il mare aveva raccattato da tutti gli angoli del mondo e gettato là come schiuma". Un'osteria sarà quindi il teatro della rivelazione del suo talento poetico, straziante e doloroso, che si manifesta sotto forma di canzoni d'amore disperato, amatissime da tutti gli avventori, tra cui si presenta un giorno anche un "barin", un ricco signore stregato dalle sue melodie, che sarà poi il suo tramite con una ricca principessa, eccentrica collezionista di "casi umani" che si innamorerà del ragazzo, o meglio delle sue capacità poetiche. Praticamente venduto dalla famiglia alla spietata nobildonna, il protagonista finirà suicida, dopo essersi reso conto che l'acculturazione a tappe forzate ha ucciso in lui le radici dell'esistenza stessa, in una dinamica non troppo dissimile da quella analizzata nel durissimo Il piccolo Archimede di Aldous Huxley.
Quindi, sia che parli dei salotti parigini che conosceva benissimo e che frequentava, della cosmopolita comunità ebraica di cui mette in luce anche gli aspetti più spiacevoli o dei bassifondi delle città russe, nelle opere di Nèmirowsky è evidente un'attrazione per il lato in ombra delle relazioni umane, per quella zona di non espresso e di rimosso in cui si trovano però, spesso, le più vere motivazioni dell'agire sociale. In questo dichiara senz'altro la propria influenza da Cechov, di cui declina in modo aguzzo le spietate analisi introspettive che portano alla ribalta un clamoroso teatro del desiderio, e al quale d'altra parte dedicò una biografia appassionata, La vie de Tcheckov , ultimo libro pubblicato in vita, nel 1940, che chiudeva il percorso di questa scrittrice appartata che, al di là del battage promozionale, svela un profilo sempre più nitido nel panorama novecentesco, padroneggiando perfettamente il segreto di un'ironia tagliente che non mette mai in ombra la pietas verso tutti gli aspetti dell'esistenza.
Luca Scarlini
(da L'Indice)


A VOLTE CI SONO DEI LIBRI CHE, APPENA PUBBLICATI, SFUGGONO ALLA NOSTRA attenzione, poi un libro successivo dello stesso autore risveglia la nostra curiosità, riprendiamo in mano quello che avevamo tralasciato e scopriamo un tesoro. Così è per “Il ballo” della scrittrice francese Irène Némirovsky, pubblicato per la prima volta nel 2005 e arrivato adesso alla sesta edizione, sull’onda dell’interesse suscitato dal bellissimo “Suite francese”.
“Il ballo” è un racconto lungo, che concentra in meno di cento pagine il ritratto di due personaggi, un frammento di vita, la descrizione di un ambiente. Nella scena di apertura la signora Kampf entra nella stanza dove la figlia sta studiando e quattro dettagli ci aiutano ad inquadrare la persona: la signora Kampf si sbatte alle spalle la porta in maniera così violenta da far tremare il lampadario di cristallo, si piazza davanti alla figlia a braccia conserte, la sgrida perché non si è alzata (“Hai il didietro incollato alla sedia?”), chiama ad alta voce l’istitutrice inglese solo con l’appellativo “Miss”.
E’ subito chiaro che la signora Kampf può anche essere ricca ma non è certamente raffinata. Ci viene detto dopo che, in un tempo neppure troppo lontano, il signor Kampf era prima solo un usciere di banca, poi impiegato e si era infine arricchito con delle fortunatissime speculazioni in borsa. La figlia Antoinette ha quattordici anni, l’età ingrata in cui si è goffe e si sogna l’amore e sembra irraggiungibile.
Un ballo: la signora Kampf vuole dare un ballo, inviterà duecento persone, gente che conosce a malapena, ma che importa, è gente con soldi e non interessa come li abbiano fatti (come lei e il signor Kampf del resto). Quello che importa è che vedano lo splendore della casa, dei mobili e dei soprammobili, dei gioielli. L’orchestra che suonerà e i camerieri in livrea. I piatti di ostriche e le altre prelibatezze. Verrà invitata anche l’insegnante di musica di Antoinette, perché è lei che spargerà le voci della loro grandezza fra i parenti della signora Kampf che avevano tanto disprezzato l’ebreuccio che aveva sposato. E no, Antoinette non prenderà parte al ballo, anzi, dormirà nel ripostiglio.
Queste sono le premesse, al lettore scoprire il resto di questo racconto raffinatamente delizioso in cui non succede- letteralmente- nulla e però vengono esplorati i sentimenti di ambizione (è comicamente patetica la signora Kampf che si dispera ad ogni rintocco della pendola), di gelosia (quanti anni più di Antoinette può avere la signorina inglese che si incontra con l’innamorato dopo aver accompagnato la ragazza a lezione?), di risentimento (Antoinette rimpiange i tempi in cui, prima di arricchirsi, sua madre era affettuosa con lei).
E la vendetta finale giunge quasi come una sorpresa a chi l’ha preparata con un gesto veloce. Al lettore anche immaginare il seguito- solo un paio di flash nel futuro ci riportano mozziconi di frasi di Antoinette, “Oh, ero una ragazzina terribile, sai?”.

Irène Némirovsky, Il ballo, Ed. Adelphi, trad. Margherita Belardetti, pagg. 83, Euro 7,00

Marilia Piccone 29-05-2006


(da Stradanove)

domenica 15 marzo 2009

Registrare e modificare audio con Audacity




Non volete scrivere i vostri contenuti sul web? Preferite per caso usare la voce?

Vi consiglio di usare Audacity, un programma gratuito ma piuttosto avanzato. Oltre ad essere gratuito è anche multipiattaforma, cioè funziona su Windows, su Mac, su Linux...
Ecco un breve video che lo descrive...


lunedì 19 gennaio 2009

Come registrarsi e modificare il wiki





Il wiki di Scarabeus, dedicato alla discussione de "Il maestro e Margherita" di Bulgakov, presenta aspetti multimediali, oltre a consentire inserimento e modifica di nuovo testo.
E' possibile leggere i suoi contenuti, ed anche accedere alle modifiche, diventando autori.
Prima però occorre registrarsi, con una semplice procedura: il video mostra come fare, attraverso la creazione di un profilo con un nominativo e una password collegato ad un indirizzo e-mail.

Il video mostra brevemente anche come utilizzare la barra mobile degli strumenti per modificare il testo.

Una volta cliccato su "Save" è possibile saltare (Skip) la scrittura della motivazione relativa e ammirare così la pagina modificata.

Durante la modifica delle pagine, dove presente, la musica avanza automaticamente. Durante la lettura, può essere fermata arrestando il Play.
Brevi brani collegati ai capitoli, possono essere ascoltati premendo il relativo pulsante Play.


venerdì 9 gennaio 2009

eSenior - Ma ora pc, perché ho l'età...

 
Tornare sui banchi nella terza età, per condividere le esperienze dei digital native...
e trovarlo anche divertente.


lunedì 3 novembre 2008

Scarabeus TV

Scarabeus - Prova di WEB TV
con questa applicazione è possibile vedere tutti in fila e automaticamente i video di Scarabeus e chattare anche in contemporanea con gli altri spettatori - se ve ne sono.
Inoltre il player ha anche altre funzioni che piano piano potrebbero rivelarsi interessanti.