mercoledì 9 aprile 2014

Gruppo di lettura 2013-2014

9° libro:  Il Giocatore di Fëdor Dostoevskij. 
9 Aprile da Luciana (ore 18)

Paolo Baroni
Ho letto i romanzo e ho visto lo sceneggiato Rai.
Il romanzo descrive magistralmente un mondo scomparso che ha forti somiglianze con il presente. La sua forza sono i dialoghi: dipingono una galleria di personaggi che non sono caricature ma rappresentazione dei diversi tipi di “anime” umane.
Lo sceneggiato è un esempio culturale di rilievo nel panorama televisivo degli anni sessanta. La sua forza sono la figura luciferina di Werner Bentivegna e la caratterizzazione di Lina Volonghi, al di sopra di tutti.
Lo stile narrativo di Dostoevskij è “scuola” ma si discosta molto dal mio gusto di lettore.
Lo stile filmico e teatrale di Edmo Fenoglio è “scuola” ma è ormai distante anni luce dal mio gusto come spettatore.

Russo Luciana
E' un grande romanzo, scritto benissimo che attraverso i dialoghi riesce a scavare nell'animo umano. Magistrale anche la fine quando il protagonista rimanda a domani il suo cambiamento che non avverrà mai.
Il tema trattato, tuttavia, l'ho trovato un po' tipico dell'epoca poiché si trova in molti romanzi di fine ottocento o primi del novecento (il tema del gioco, della rovina finanziaria per debiti, la ragazza che deve sottostare a degli uomini per salvare la famiglia dalla rovina etc..). Mi vengono a mente scrittori come Schnitzler e Zweig. Devo dire che Dostoevskij, nonostante la tragicità dell'argomento, riesce anche a farci sorridere, a divertirci. Pensiamo alla figura della nonna e al nome improbabile che ha dato alla cittadina in cui si svolge gran parte della vicenda

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