Nel pomeriggio simpatici giochi di ruolo, e cena ospitale.
lunedì 28 settembre 2009
eLibraries, 3 meeting: Telsiai
Nel pomeriggio simpatici giochi di ruolo, e cena ospitale.
mercoledì 23 settembre 2009
Si riparte, Benessere e lettura
giovedì 17 settembre 2009
Marinari, vi racconto la biblioterapia
16 settembre 2009, Scarabeus inizia l'anno 2009-2010 con una serata dedicata alla biblioterapia, con il "racconto" che ne fa Marco Marinari, psichiatra del SERT di Livorno.
mercoledì 9 settembre 2009
Raccontare: da Il vecchio e il mare
Il vecchio e il mare (titolo originale The Old Man and the Sea) è un romanzo dello scrittore statunitense Ernest Hemingway pubblicato per la prima volta sulla rivista Life nel 1952. Grazie a questo libro Hemingway riceverà il premio Pulitzer nell'anno 1953 e il premio Nobel nell'anno 1954
Prima pagina
« Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo di nome Manolo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era decisamente e definitivamente salao , che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo aveva ubbidito andando in un'altra barca dove prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne[1] »
Il breve romanzo narra la storia di un vecchio pescatore, Santiago, e di un ragazzo, Manolo, al quale insegna a pescare e che gli trasmette la forza di ritornare a solcare il mare.
Santiago [modifica]
Santiago è il nome del vecchio pescatore: «Il vecchio era magro e scarno e aveva rughe profonde alla nuca. Sulle guance aveva le chiazze del cancro della pelle provocato dai riflessi del sole sul mare tropicale e le mani avevano cicatrici profonde, che gli erano venute trattenendo con le lenze i pesci pesanti». Tutti segnali di una vita dura e piena di sacrifici. Tutto in lui era vecchio, tranne i suoi occhi, che, nonostante il passare del tempo, erano rimasti azzurri come il mare. La sua lotta con il pesce, anche se non si concluderà a buon fine, affermerà il suo orgoglio e il suo coraggio, che sembravano già persi da tempo, ma anche la notevole forza che dimostrerà combattendo quasi a mani nude con i pescecani. Il fatto che della sua preda rimanga solo lo scheletro è una sconfitta relativa al piano economico, non a quello morale. Per il personaggio probabilmente lo scrittore s'ispirò al marinaio cubano Gregorio Fuentes, con cui stringeva rapporti di amicizia.
Manolo [modifica]
Manolo è un ragazzo che è stato accanto a Santiago fin da bambino; ma poi i suoi genitori l'hanno costretto a cercare lavoro altrove poiché tutti consideravano il vecchio, che non riusciva a pescare nulla da ottantaquattro giorni, molto sfortunato. Dunque Manolo si trasferisce in un'altra barca, ma non smette di far visita all'anziano, che ogni mattina parte al largo a pescare nonostante torni ogni volta con le reti vuote. Manolo è un personaggio molto importante perché sarà la speranza e il conforto del vecchio nei suoi momenti di solitudine.
La sirena è un "pesceMagoo" di oltre 5,5 metri, «con delle strisce color viola che la cingevano; e accanto a lei, nuotavano due remore grigie, che non si allontanavano mai». Nei suoi movimenti era calma e dava l'impressione al marinaio di avere una certa nobiltà d'animo, sembrava che, nonostante la situazione, avesse instaurato un rapporto di lealtà, quasi dignitoso. Forse addirittura sapeva che, con i suoi movimenti, avrebbe potuto uccidere il marinaio ma che poi sarebbe ucciso anch'esso, a causa della lenza conficcata nel cuore; decise perciò, di combattere fino alla fine, giocando nel modo in cui poteva: d'astuzia. Si arrese a Santiago, come a dimostrare che preferiva concedere il suo corpo a chi ne avesse rispetto, piuttosto che ai pescecani
Raccontare: Il mio diletto
Raccontare: Sono andato a letto presto!
lunedì 7 settembre 2009
Articolo su Repubblica
Repubblica — 20 settembre 2008 pagina 47 sezione: CRONACA - R2
Londra
«Molti uomini hanno datato l' inizio di una nuova era nella loro vita dalla lettura di un libro», sosteneva Thoreau. Per confermarlo, basta chiedere in giro o frugare nella propria memoria: tutti abbiamo uno o più libri che ci hanno aiutato ad affrontare una crisi, superare un problema, capire una situazione.
«Ho letto un libro che mi ha fatto comprendere meglio quello che sento» è una frase che sentiamo ripetere infinite volte nel corso dell' esistenza. Adesso un gruppetto di scrittori e intellettuali inglesi ha pensato di trasformare questo particolare potere dei libri in una specie di vero e proprio sistema di cura. La chiamano "biblioterapia", ed è uno dei molteplici servizi offerti al lettore da una nuova libreria che ha aperto a Bloomsbury, il quartiere di Londra dove prosperò l' omonimo circolo letterario legato a Virginia Woolf e che rimane ancora oggi il cuore letterario della capitale, pieno di case editrici, riviste, librerie. L' ultima arrivata ha aperto in questi giorni: si chiama "School of Life" (Scuola di vita), alludendo fin dal nome a ciò che i libri, perlomeno i buoni libri, possono insegnarci. Dietro il progetto ci sono autori come Alan De Botton (le cui opere sono pubblicate in Italia da Bompiani), noti accademici come il professor Robert Macfarlane della Cambridge University e Sophie Howart, l' ex-curatrice del Tate Modern Museum.
La biblioterapia funziona così: se qualcuno ha un problema, basta che spieghi a uno dei librai della "School of Life" di che cosa si tratta - amore, lavoro, famiglia o qualsiasi altra cosa - e riceverà subito un cofanetto con sei libri consigliati dal professor Macfarlane per evenienze di questo genere, insieme a un volantino che spiega perché proprio quei titoli. Per chi vuole approfondire la biblioterapia, c' è poi un programma di discussioni di cinque mesi, per parlare di problemi di ogni genere e di come si possano risolvere leggendo un libro, insieme alla scrittrice Susan Elderkin: lo scambio di vedute avviene per email o per telefono, ma l' intero corso costa solo 50 sterline, circa 60 euro, decisamente meno che una seduta dallo psicanalista. Suddivisa su pianterreno e sottoscala, arredata con poltrone di pelle rossa e divani leopardati, ma soprattutto piena zeppa di libri e di librai vecchio stile che di libri se ne intendono, la "School of Life" offre anche vacanze e gite guidate, reading di romanzi e poesie, dibattiti, con un piccolo caffè all' interno per fare uno spuntino, se uno lo desidera.
L' idea, spiega al quotidiano Independent Sophie Howart, è quella di una "farmacia culturale", dove i libri servano come terapia, oltre che come intrattenimento, stimolo, riflessione. Non tutti saranno d' accordo: «I libri sono una cosa abbastanza buona, ma sono un ben pallido sostituto della vita», ammoniva Robert Louis Stevenson. Eppure che un libro possa aiutarci è indubbio: «Dopo aver finito di leggere 'Guerra e pace' per la dodicesima volta», annotava nel 1951 nel suo diario lo scrittore russo Mikhail Prishvin, «ho finalmente compreso il significato della mia esistenza».
- dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
venerdì 4 settembre 2009
Biblioterapia, proposta scheda di lettura
Quella che segue è la proposta di Scheda di lettura che il Gruppo di lettura vorrebbe utilizzare a partire dai prossimi incontri per segnalare libri che possono essere ritenuti utili per produrre "benessere" nei lettori.giovedì 3 settembre 2009
Sondaggio biblioterapia
1) online fra i gruppi di lettura e le biblioteche di cui conosciamo un indirizzo e-mail
2) da sottoporre direttamente ad operatori di biblioteche pubbliche o private con cui siamo in contatto.
Al momento non abbiamo risposte da analizzare, in quanto il fenomeno "biblioterapia", almeno localmente sembra per lo più ancora non affrontato, anche se magari alcuni operatori hanno espresso l'intenzione di metterlo in agenda.
mercoledì 2 settembre 2009
Un libro sulla biblioterapia
BIBLIOTERAPIA - LA LETTURA COME BENESSERE
EDIZIONI LA MERIDIANA.
RIASSUNTO di Carla Santini
Il libro è il risultato di vari contributi forniti da esperti e frequentatori del CISP (Centro italiano Sviluppo e Psicologia), associazione che svolge attività di prevenzione e promozione del benessere psicologico.
Lo scopo della curatrice, psicologa e psicoterapeuta, è stato quello di offrire un piacevole approccio al tema della lettura intesa come benessere psichico, culturale e sociale.
Il lavoro inizia con un virtuale colloquio dove vengono poste domande e date risposte sul significato di Biblioterapia, sui vantaggi insiti nella lettura, sia come svago che come auto-aiuto ai disagi esistenziali, ed inoltre anche come strumento nei processi di terapia dove viene evidenziata la relazione tra cliente e terapeuta.
In un “ gioco di specchi” tra lettura e psicologia si trovano gli aspetti comuni di una modalità introspettiva e di un dialogo interno.
Nella lettura di trame, che il libro propone, ci auto-confrontiamo in un meccanismo proiettivo di identificazione favorendo il nascere di emozioni e fantasie personali.
Nel caso di un percorso psicoterapico ci troviamo ad essere autori della nostra storia personale.
Il raccontarci, in un contesto di cura, include il raccontarci a noi stessi e, dove è possibile, comprendere la intrigata trama comportamentale che ha causato disagio.
Se nel primo caso leggere è immedesimarsi nei personaggi e nelle loro emozioni e comportamenti, nel secondo viene vissuta l’avventura del nostro agire
In questa ottica il contenuto del libro può diventare uno strumento di riflessione che, come in ogni terapia riuscita, agisce sul processo di attivazione di energie psichiche, mortificate nel tempo, e induce alla modifica dei pensieri precostituiti e quindi a comportamenti diversi. Il tutto produrrà benessere.
Nel trattare i significati terapeutici della lettura viene riportato l’interpretazione dello scritto di Kafka “ La metamorfosi”, con accostamenti al mondo onirico, ricco di messaggi dove intelligenza ed emotività si fondono.
In questo esempio troviamo la conferma di come i malesseri dell’anima nascono da un senso di negazione personale dei bisogni fondamentali alla base di ogni esistenza, compreso quello di dare un senso alla vita.
Alla domanda se può esser utile scrivere il proprio diario e rileggerlo nel tempo, non esiste una risposta precisa.
Comunque il rileggere i propri scritti e auto-interpretarci può essere utile a patto che accettiamo i cambiamenti avvenuti in noi come processo di crescita e non come cristallizzazione del pensiero.
Un altro capitolo è dedicato alla lettura dei racconti dei bambini in cui viene sottolineata l’importanza di come le storie, le favole, ecc.. creino una realtà alla immaginazione sviluppando affettività e capacità intellettive atte a trovare soluzioni.
Inoltre il racconto, in alcuni casi, diventa mediatore di sentimenti di paure ed emozioni.
Un libro può cambiare il corso della vita?
Questa domanda la ritroviamo spesso nel contesto letterario.
Ogni persona è chiamata a darsi la risposta che i suoi ricordi gli suggeriscono.
Sta di fatto che molti sono gli ostacoli e le modalità che si mettono tra chi scrive e chi legge…..la risposta rimane aperta.,,,,,,
Nella seconda parte del libro viene sottolineata l’importanza della lettura in situazioni di “ restrizione”, come ad esempio nelle carceri , in ospedali, ecc.. in tutte quelle situazioni dove il rapporto sociale è alterato
Vengono riportate esperienze di lavoro di gruppo seguite da operatori ed educatori dalle quali emergono i risultati positivi riguardanti il miglioramento delle capacità relazionali.
La possibilità di leggere le esperienze dolorose, di chi ha saputo comunicarle per scritto, è portatrice di sollievo per quelle persone che vivono o hanno vissuto lo stesso dramma.
SERENDIPITY: la capacità di trovare curiosità e interessi, viene riassunta in maniera molto originale alla lettura in quanto riconosciuta come finestra e porta verso lo spazio pensiero.
- Trovare qualcosa di inaspettato, mentre si cerca qualcos’altro;
- Scoprire nell’ambito della ricerca qualcosa d’imprevisto,anomalo
e strategico che ci permette di sviluppare altre teorie;
- Trovare qualcosa che si sta cercando, ma in un luogo e/o in un momento
inaspettati;
- Trovare qualcosa di più prezioso di ciò che si stava cercando
Infine il libro riporta una vasta proposta di letture e la presentazione dove l’esperienza è maturata.
martedì 1 settembre 2009
e-Libraries, Verso il 3. meeting

Verso il 3. meeting del progetto Grundtvig e-Libraries, che vede coinvolte Polonia (coordinamento), Svezia, Italia (Livorno - Amalfi) e Lituania.
Immagini riprese con Cooliris da Google Immagini.
